Rap e dialetto? Storia di come si è adattato il rap alla situazione italiana
Il rap, nato nei ghetti afroamericani degli Stati Uniti, è un genere musicale che ha saputo adattarsi e radicarsi in diverse culture in tutto il mondo. L'Italia non fa eccezione, e la storia di come il rap si sia evoluto e adattato alla realtà italiana è affascinante e complessa.
Le origini: l'influenza americana e le prime sperimentazioni
Negli anni '80, il rap americano inizia a farsi conoscere anche in Italia, grazie a film come "Wild Style" e artisti come Run DMC e Public Enemy. I primi rapper italiani, come Jovanotti e Frankie Hi-NRG MC, josta, dJ Gruff, ecc iniziano a sperimentare con questo nuovo genere, mescolando l'inglese con l'italiano e affrontando temi sociali e politici.
L'esplosione degli anni '90: l'importanza del dialetto
Negli anni '90, il rap italiano inizia a trovare la sua voce e la sua identità. Gruppi come i 99 Posse sperimentano con sonorità diverse, ma è con l'avvento di artisti come Almamegretta, Speaker Cenzou 13 bastardi, Fuossera, Co' Sang e La Famiglia che il dialetto Napoletato entra prepotentemente nel rap italiano. Questi artisti hanno utilizzato il dialetto per raccontare la realtà delle periferie Napoletane e le loro problematiche, dando vita a un nuovo sound che rispecchiava la vita vera.
Turi rimane uno dei pochi rapper che utilizza in alcuni pezzi il calabrese, e il mitico Psico Killa ha utilizzato il piemontese in un pezzo.
L'evoluzione del nuovo millennio: nuovi sound e nuove tematiche
Negli anni 2000 e 2010, il rap italiano continua a evolversi, abbracciando nuove sonorità e sperimentando con diversi generi musicali. Artisti come Fabri Fibra, Marracash e Club Dogo portano il rap italiano a un nuovo livello di popolarità, affrontando temi come la fama, il successo e le contraddizioni della società moderna.
Ma la scena napoletana porta la sua con rapper come Clementino, Luchè, ma anche Paura Curci che portano una ventata di aria fresca nella scena nazionale.
Il rap italiano oggi: un genere in continua evoluzione
Oggi, il rap italiano è un genere musicale in piena salute, con una scena ricca e variegata. Artisti come Salmo, Sfera Ebbasta e Ghali hanno conquistato le classifiche e il cuore dei giovani, portando il rap italiano a un livello di popolarità mai visto prima. Il dialetto continua a essere uno strumento importante per molti rapper, come dimostrano alcuni artisti della scena romana e napoletana, ma non è più l'unico elemento distintivo del genere. Il rap italiano è diventato un melting pot di culture e influenze, un genere che sa parlare a tutti e che rappresenta la voce di una nuova generazione.
Nel format "Nuova Scena" la scena napoletana continua a ricorrere al dialetto, e fa capire che questo utilizzo è ben saldo nelle abitudini delle giovani leve.
Conclusione
Il rap italiano ha saputo adattarsi alla realtà del nostro paese, evolvendosi e trasformandosi nel corso degli anni. L'uso del dialetto, introdotto da artisti come i 99 posse, Almamegretta, Turi e La Famiglia, è stato un elemento fondamentale per la sua evoluzione, ma non è l'unico. Il rap italiano è un genere in continua evoluzione, che sa parlare al cuore dei giovani e che rappresenta la voce di una nuova generazione.



Commenti
Posta un commento